giovedì 25 settembre 2014

Lo zio Lino


Fino a 14 anni avevo vissuto un mondo dai toni grigi.
Rebecchi Lino richiamato militare nel 1914 è sergente della marina di servizio in Sardegna su di una nave quale radiotelegrafista congedato nel  1918, sulla motonave che lo porta alla Spezia muore per le febbre detta “ la spagnola “.
Lo zio Lino era di fatto il capo  famiglia, quel  lutto ha condizionato tutta la famiglia per gli anni 1920
In oltre alla nascita del fascismo , la famiglia era nota per essere dichiaratamente di  ideali socialisti,
pertanto ogni incontro tra la famiglia e esponenti del partito mi portavano il mio pensiero al delitto Matteotti.
Nel giugno del 1934 mia madre muore di parto al quarto figlio di fatto sono stato adottato all’età di tre anni adottato dalle mie cugine Lina e Giuseppina che hanno voluto il mio letto nella loro stanza da letto fino all’età di dieci anni.
La scuola elementare fu segnata da un maestro che veniva in classe in camicia nera e divisa da avanguardista.
l maestro mi aveva assegnato il compito di reperire la radio che la scuola metteva a disposizione delle classi per l’ascolto dei  proclami del Duce.

Segue l’inizio Della grande  guerra 1941 e della  la resistenza partigiana, Mirandola è sulla strada statale n.12.
Abetone-Brennero dove i mezzi militari tedeschi erano in una continua colonia, con soste programmate sotto gli alberi del circondario.
il 25 aprile è stata una data che ha cambiato il modo di pensare il mondo
Io che avo 14 anni non compiuti ma  di statura alta ero costantemente fermato dalle pattuglie fasciste e tedesche mi chiedevano i documenti, la carta d’identità che non possedevo perché veniva rilasciata solo al compimento dei 14 anni.
La data 25 aprile è stata come un interruttore che all’improvviso ha acceso una luce sconosciuta sul mondo.

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